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4 febbraio 2008

Muccalla e Muffalla

Per una volta sono autoreferenziale e copio incollo un articolo scritto dalla mia amica Laura sul mio libro di fiabe "Muccalla e Muffalla", edito da Ibiskos nel 2006.


La prima volta che ho sentito parlare di questo libro – lo ricordo molto bene – mi trovavo alla laurea di Serena dove, ad un tratto, sentii sua madre, che vedevo quel giorno per la prima volta, parlare a proposito di “Muccalla, questa mucca che è anche un po’ farfalla”. Ovviamente sul momento non capii assolutamente nulla ma intuii che Serena stava lavorando a qualcosa di nuovo e che doveva trattarsi di qualcosa di magico. In seguito la cosa restò segreta ancora a lungo, come del resto è nello stile di Serena, ma io mi compiaccio di essere tra i pochi che sono riusciti a mettere le mani sul libro subito dopo la sua uscita nel 2006.

Appena l’ho visto mi sono resa immediatamente conto che la mia prima intuizione era giusta e che davvero mi trovavo davanti ad un libro incantato; non solo, e banalmente, perché si tratta di un libro di fiabe, ma proprio per il tipo di fiabe che vi sono contenute, che si possono sommariamente dividere in due categorie: le filastrocche ed i racconti veri e propri. Le filastrocche sono molto brevi e con una trama semplice e lineare, ma in ognuna di esse Serena è riuscita ad inserire un dettaglio estroso e sorprendente che quindi rimane impresso nel lettore. C’è per esempio una filastrocca che ha per protagonista una famiglia di muli dove tutte le femmine, le mule, portano la permanente, e questo incredibile dettaglio diventa il motore della vicenda. Per quanto riguarda invece i racconti veri e propri non sono più i dettagli a rimanere impressi bensì i personaggi protagonisti, per via dello spessore che Serena riesce a dare loro nonostante la brevità delle fiabe. Sono personaggi, bambini e animali soprattutto, dotati di un’intelligenza fine e determinata, che non esitano a credere nell’impossibile per realizzare la loro aspirazione, anche se si tratta di un desiderio semplice che potrebbe addirittura apparire al lettore medio quasi banale. C’è infatti la bambina che vuole diventare un po’ più alta e per questo scrive una lettera a Gesù Bambino, ma c’è anche la mucca, Muccalla, che, stanca di trascorrere la vita nel suo recinto, desidera vedere il mondo e lo desidera talmente tanto da riuscire a mettere le ali e a diventare così un po’ farfalla.

Tutti questi personaggi così speciali riusciranno alla fine in un vero e proprio miracolo: portare alla guarigione il bambino protagonista del racconto-cornice del libro dal titolo secondo me splendido Copertami di stelline. Proprio da questo racconto apprendiamo che tutte le fiabe contenute nel libro sono state raccontate da un nonno al nipote malato di cuore mentre questi era ricoverato in ospedale.

Proprio questo primo racconto ci introduce all’ultimo elemento che mi spinge a dire che questo di Serena è un libro magico: si tratta di un dono, un dono che Serena vuole fare – e lo dice chiaramente nella dedica – a tutti i bambini che soffrono di malattie cardiache; un dono di parole e allegria, ma anche materiale visto che, ci tengo a dirlo, il ricavato della vendita è stato donato all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova.


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permalink | inviato da peilei il 4/2/2008 alle 14:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

11 dicembre 2007

L'amore?

Mi trovo in una situazione
di grave confusione

ho conosciuto un miliardario
che non mi aiutava
a sbarcare il lunario

ho conosciuto un poeta estinto
che mi amerebbe solo
se io fossi un dipinto

ho conosciuto un Stronzo
che senza dubbio
avrei dovuto buttar nell'Isonzo

ho conosciuto una spia
che era grande
sono nella megalomania

ho conosciuto un amico
che poi era
un frutto proibito

ho conosciuto chi avrei amato
ma era il luogo
e l'anno sbagliato

ho conosciuto un uomo
col cuore grande
come un duomo

ma di me
chissà perchè
non gli è mai importato un granchè




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9 novembre 2007

Storia dell'uccello in chiesa







C'era una volta un prete che faceva sempre delle prediche lunghissime e rimproverava i ragazzi che facevano rumore duramente. Un bel giorno ai ragazzi venne in mente di prendere un piccolo passerotto che amava cantare, lo misero in una tasca e lo portarono in chiesa. Al passero piaceva tantissimo la predica del prete e allora incominciò a cantare felice.

Canta tu che canto anch'io il prete si arrabbiò e gridò:  - Chiunque abbia l'uccello esca immediatamente da questa chiesa!!!!! -

E tutti gli uomini si alzarono e uscirono.

- Ma no - disse il prete angosciato - quello che volevo dire è che chiunque abbia preso l'uccello esca subito da questa chiesa! -

E tutte le donne si alzarono e uscirono.
Ad eccezzione di una servetta.

- Ma cosa avete capito! - gridò ancora il prete - quello che volevo dire è che chi ha preso l'uccello in chiesa esca subito!

Allora la serva si alzò e uscì.

E il passerotto è ancora lì contento a zampettare per la chiesa, bevendo acqua santa e sentendo le prediche del prete.

 




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30 ottobre 2007

cammin non facendo

tutto mi sembra così strano, qui al buio, isolata da un mondo che eppure sarà da qualche parte là fuori.

vorrei avere la capacità di amare ancora e di afferrare quelle emozioni che sapevano rendermi felice.

vedo attorno a me gente che lotta per crearsi un'esistenza e tutto quello che voglio fare io è scappare il più lontano possibile




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6 settembre 2007

la partenza

domani parto è torno a pavia, credo di prendere una zattera e navigare in solitaria nelle acque ticinesi, giü giü verso il ponte vecchio...

Sarebbe bello no?


in fondo si chiama il fiume azzurro, e da lontano vi assicuro che lo è...


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5 settembre 2007

odi et amo

Mi ha sempre stupito la mia particolarissima capacità a crearmi amicizie per la vita e inimicizie per la vita.
Buffo no?
Ho un'innata tendenza a farmi odiare, e una volontà sfrenata di amare e di farmi amare.
Lo confesso mi nutro di affetto, di coccole verbali, e del mio nome detto da quasi estranei.

Sono fatta cosi' con i miei soli difetti e la mia ingenuità e buona fede.

Confesso di essere comunque felice, che gli amici persi mi hanno fatto soffrire e quasi mai maturare, e che francamente me ne infischio di chi pretende la mia perfezione.

Con affetto verso tutti coloro che mi odiano rispondo: quare id faciam fortasse requiris, nescio, sed fieri sentior et excrucior!


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3 settembre 2007

San Marco e la Serenissima

Oggi è il primo giorno di pensione del mio papà e credo si meriti tutto il riposo e l'otium di questo mondo.
Non l'ho mai chiamato papà, mi sembra stranissimo pronunciarlo, per me è sempre stato Marco, il mio carissimo amico, che mi faceva tanto giocare e di cui ero gelosissima perchè tutti i bambini me lo volevano rubare. E' sempre stato la colonna della mia famiglia, il polo calmo attorno a cui ci agitavamo tutti. Una persona specialissima che avrebbe meritato di piè dalla vita, ma che si è saputo costruire e ha saputo costruire attorno a me un mondo o per meglio dire un rifugio dove ci si poteva voler bene e basta.

Adesso che in pensione, sono sicura, farà ancora piü cose di prima, non starà fermo un attimo, avrà mille progetti, sogni da realizzare.

Di solito non si dovrebbe dire che si vuole bene ai propri genitori...fa poco figo e poco gioventü bruciata...ma anni di esperienza mi insegnano che è meglio essere felici che essere fighi....

Quindi, caro Marco, ti voglio bene tanto anche se sei andato in pensione...




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29 agosto 2007

il tempo è un tiranno

lo so, non sono mai stata brava a scrivere diari, o ad avere impegni fissi, dopo poco li abbandono, e non so perchè. Mi piacerebbe dire che sono un animo libero, ma probabilmente sono solo una scentrata (come dice sempre l'Abominevole Stronzo).

Non sono mai riuscita a fermare i miei pensieri sulla carta, o a rispondere subito agli sms :-) li leggo do una risposta nella mia mente ....non riflettendo che i poteri divinatori non hanno ancora sostituito l'avvento del cellulare.

Povero Blog....o forse piu semplicemente povere le persone che mi vogliono bene.




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28 maggio 2007


vi capita mai di alzarvi ed essere felici, senza motivo magari, per un ricordo, per un caro amico che riceve un dono speciale, perchè piove e stranamente ti sei ricordata l'ombrello, perchè tutti sono triste accanto a te e tu sei semplicemente stanca di esserlo?

 E ti stupisci di come può essere facile e semplice la felicità....




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23 maggio 2007

Il rapimento... è quasi sempre un bel momento!




Stai tranquilla nella tua cameretta
c'è l'inquilina che ti aspetta
il ratto è preparato
se non è un topo sarà pan bagnato
Sei sicura della sicura?
non contare sulla procura
i carabinieri lasciali stare
è già tanto se sanno parlare
Il tuo destino ormai è scritto
fuggire è un tuo diritto
Essere rapita va anche bene
ma solo se il rapitore ha un pene....


se no che gusto c'è? 

Da una vera antenata della Sabine




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